La porcellana Capodimonte è l’esempio più alto e perfetto nel campo della ceramica artistica italiana, per la maestria della realizzazione e la cura dei particolari.

Il nome “Capodimonte ” è essenzialmente legato alla città di Napoli e, più in particolare al Regno di Carlo III di Borbone che fece costruire sulla collina di Capodimonte una fabbrica di porcellane che possa eguagliare la gloria delle migliori fabbriche europee.

La produzione, prima identificata con il giglio borbonico e in seguito, con Ferdinando IV, con la famosa N coronata, termina attorno al 1820.

Parte dei modelli e delle forme viene acquistata dalla Doccia  poi Richard-Ginori.

Nel periodo tra le due guerre mondiali, l’area di Napoli mantiene prevalentemente la produzione dei fiori; mentre attorno a Milano e nel Veneto, questa tradizione riprende slancio e alimenta soprattutto la tradizione della statuina.

Gli scultori più affermati in questo campo sono Borsato, Cappé e Merli.